Laser e tatuaggi, come funziona?

Rimuovere tatuaggi con il laser è possibile.

I miei pazienti, quelli stanchi di avere un tatuaggio, arrivano in studio e mi dicono:

“Ho una certa età, questo tatuaggio non mi rappresenta più”

“Cancelliamo questo errore di gioventù!”

“Vorrei vedere la mia pelle senza questo tatuaggio, sono stanca di vederlo sempre lì, allo stesso posto”

 

I motivi sono i più disparati e l’idea di “pulire la pelle dal tatuaggio” talvolta viene vista come una vera e propria liberazione.

Talvolta un tatuaggio racconta di un amore concluso o un periodo che non si vuol più ricordare.

Inoltre può capitare che un tatuaggio con il tempo si sformi o si sgrani.

Mi è capitato di aver eliminato anche solo parti di tatuaggio per permettere un cover up (ovvero il remake di un tatuaggio nuovo su un vecchio tatuaggio).

Si crede, spesso, che un tatuaggio sia per sempre (forse era vero un tempo, adesso non è più così) e forse si pensa che eliminarlo sia un procedimento particolarmente doloroso.

Non è un trattamento completamente indolore, sia chiaro, però non è neanche una tortura come talvolta viene frainteso.

Il laser Q Switched

Si chiama laser Q Switched il laser che va a rimuovere i tatuaggi. E devo dire che fa un ottimo lavoro.

Lo si elimina un po’ alla volta, questo è uno dei motivi per cui il trattamento non è esageratamente doloroso: il risultato si raggiunge progressivamente, si procede per step.

Ed anch’io voglio andare per step nel spiegarvi come funziona.

Partiamo dalla domanda che mi viene fatta per prima:

“Fa male rimuovere un tatuaggio con il laser? Quanto dolore provoca?”

Parliamo di dolore: diciamo che dipende dalla zona. Ci sono parti del corpo che sono più sensibili e in quei punti é più fastidioso il trattamento laser per la rimozione. Vale solitamente questa regola: più è stato doloroso il tatuaggio più è doloroso rimuoverlo.

Sarà poi compito del medico capire come “gestire” i parametri del laser per poter lavorare nel migliore dei modi senza per questo torturare il paziente.

Infatti un tatuaggio si rimuove “per gradi”.

Il meccanismo con cui lavora il laser Q Switched è legato all’energia della luce, il processo si chiama fototermolisi selettiva.

Le lunghezze d’onda emesse dal laser, attraverso la fototermolisi selettiva, vengono assorbite in maniera specifica dall’inchiostro del tatuaggio.

La specificità del laser Q Switched é la estrema velocità dell’impulso che “sbriciola” il pigmento.

Nel derma rimarranno, dopo il trattamento, particelle estremamente piccole del pigmento che l’organismo, con il tempo, andrà ad assorbire ed a “spazzare via” lasciando la pelle completamente sgombra dal colore.

Attenzione ai tatuaggi colorati.

La fototermolisi, che è il procedimento che sta alla base del laser Q Switched, con i colori fa fatica a operare al 100%, ci sono colori come per esempio il giallo o l’azzurro, che l’energia della luce fa fatica a “catturare”, è quindi possibile che di un tatuaggio colorato rimangano dei leggeri aloni.

I tempi?

I tempi per eliminare un tatuaggio sono variabili, sostanzialmente cambiano a seconda della quantità di inchiostro e della sede del tatuaggio, in particolare i tatuaggi degli arti, specialmente quelli delle gambe sono più lenti. Più in generale tutte le cause che portano ad un rallentamento della circolazione linfatica e venosa, comportano un rallentamento nella eliminazione del tatuaggio.

C’è da dire che rimuovere un tatuaggio, di solito, é un processo abbastanza lungo, tra una seduta e l’altra é necessario che trascorrano almeno 6-8 settimane e il numero di sedute può tranquillamente essere tale che serva più di un anno.